domenica, maggio 11, 2008
Un giorno lontano nel tempo e così prossimo da essere ancora atteso, il dolce fanciullo si rivolse al vecchio saggio chiedendo con la sua tremula vocina : "Ma dimmi, buon saggio, io tanto ho cercato risposte ad una domanda che ogni giorno mi sovviene alla mente ed a cui non trovo risposta, sai dirmi tu qual' è la risposta? Io cerco la felicità e tanti mi dicono cosa devo fare, come devo comportarmi, dove devo andare, cosa non devo fare, ma io non capisco cosa c'entrino tutte queste cose con la felicità. Sai dirmi tu, buon uomo, cosa devo fare per essere felice?".
Il vecchio saggio, che aveva ascoltato le parole del fanciullo, alzò il capo al cielo, e dopo aver profondamente sospirato, così iniziò.
"Vedi caro mio fanciullo, troppo spesso i grandi confondono la felicità con ciò che non ne è neppure una parvenza e scambiano l'essere soddisfatti di qualcosa con la felicità, ma la vera felicità inizia da una assenza e da un grande desiderio. Ti racconterò allora cosa è la felicità, così che tu la sappia cercare e riconoscere nel tuo cammino :
- La felicità è il bisogno di un grande cuore, che sappia colmare con il suo amore la distanza tra il nostro desiderio di felicità e la sua realizzazione.
- La felicità è uno sguardo che sappia incontrare i nostri occhi, per poterci rispecchiare nella felicità dell'altro.
- La felicità è avere qualcuno da amare, che prima di noi abbia amato i nostri desideri.
- La felicità è uno sguardo che sappia penetrare dove nascono i nostri pensieri, così che quello sguardo, come una dolce mano, li possa cogliere e condurre dove troveranno la loro risposta.
- La felicità è essere lontani, senza essere distanti.
- La felicità è un passo di cui riconosciamo il suono, ed è il trepidar del cuore che l'attende.
- La felicità è una carezza che sfiora il volto dell'amato senza toccarlo.
- La felicità è il silenzio colmo dell'attesa della voce amata.
- La felicità è il rispetto che ci fa guardare all'amato come al nostro più prezioso brillante.
- La felicità è la cura con cui sosteniamo le sue fatiche più ancora delle nostre.
- La felicità è avere un segreto, nascosto nel cuore dell'amato.
- La felicità è nascosta nella sua evidenza, perchè sa che il suo splendore sta nel pudore con cui si manifesta.
- La felicità è un "Tu", nascosto in un "Noi" che lo contiene.
- La felicità sono io e sei tu.
(dal web)
 
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sabato, marzo 15, 2008
Da qualche parte sopra l'arcobaleno, molto in alto
c'è un paese del quale ho sentito parlare in una ninna-nanna.
Da qualche parte sopra questo arcobaleno i cieli sono blu
e i sogni che osi sognare si realizzano.
(da Il mago di Oz)
 
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domenica, gennaio 20, 2008
"Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la primavolta.
Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lì accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.
Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda.
E persino le cose alle quali sono abituato – come l’arco e le frecce,  la tazzina del caffé , gli stivali che si sono trasformati in un’estensione dei miei piedi dopo tanto uso – si rivestiranno del mistero della scoperta.
Che tutto ciò che la mia mano toccherà, che i miei occhi vedranno, che la mia bocca proverà sia diverso ora, anche se per molti anni è stato uguale.
Così, tutto ciò cesserà di essere una natura morta e comincerà a trasmettermi il segreto di aver trascorso con me tanto tempo e manifesterà il miracolo di un nuovo incontro con certe emozioni che si erano ormai logorate con la routine. 
Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso.
Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli.
Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.
A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un Dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un Dio irato è molto più intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico. 
E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima.
Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti più semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando. 
E così rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso.
Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo oggi."
Paulo Coelho
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lunedì, dicembre 31, 2007
Adoro il fatto che tu abbia freddo
quando fuori ci sono 25 gradi.
Adoro il fatto che ci metti
un'ora e mezzo per ordinare un panino.
Adoro la piccola ruga che ti si forma
sul naso quando mi guardi
come se fossi matto.
Adoro il fatto che dopo aver passato
una giornata con te,
possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti.
E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona
con la quale voglio parlare
prima di addormentarmi la notte.
Non è che mi senta solo,
e non c'entra il fatto che sia Capodanno.
Sono venuto qui stasera perché quando ti
rendi conto che vuoi passare il resto
della tua vita con una persona,
vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile.

tratto da "Harry ti presento Sally"
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mercoledì, dicembre 05, 2007
Quelle come me
sorridono anche con un cumulo

di tristezza dentro il cuore.

Quelle come me,
se ci parli hanno le parole incerte,
la voce che trema,
una vibrazione

che se fosse fiume in piena

ti travolgerebbe.
Quelle come me
sorridono
e arrossiscono

se le chiami

e pronunci il loro no
me.
Quelle come me
si arrabbiano e urlano,
quando le sfiori
con il fiore dell'ingiustizia.
Quelle come me
hanno le mani

che vogliono comunicare

cio' che si agita
tra i pensieri e l'anima
...
E creano,
costruiscono
,
dipingono e comunicano

in un linguaggio
unico e un po' magico...
Quelle come me
stanno in silenzio

ma pensano sempre
 
le cose più impensate..
Quelle come me
se ti fai spazio
tra la fiducia e il cuore

ti donano...
tutto l'amor
e.  
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domenica, dicembre 02, 2007

Vuoi sapere dove sono stata in questi mesi trascorsi in silenzio? ero qui, dietro questo monitor spento....non sono mai partita, non mi sono mai allontanata.. eppure ho viaggiato a lungo.. dentro la mente, rincorrendo pensieri e cercando nuove idee...Ma adesso sono tornata perche mi mancano le mie storie.. tornero' a condividere con voi momenti e pensieri ...spero di ritrovarvi tutti...

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martedì, maggio 01, 2007
Sentendo vicina la propria fine, l'imperatore della Cina volle trovare un marito per la sua unica figlia. Questa non era solo la più elegante e la più colta di tutte le fanciulle dell'impero, ma era anche di gran lunga la più bella. Aveva un unico neo: non voleva affatto sposarsi.
Siccome il padre la supplicava, dichiarò che avrebbe accettato come sposo colui che le avesse portato una rosa blu. Appena furono a conoscenza della condizione, tutti i giovani principi e nobili dell'Impero si precipitarono alla ricerca di una rosa blu. Una ricerca vana. Uno dopo l'altro rinunciavano. Alla fine rimasero in tre.
Il primo era il mercante più ricco dell'impero, più ricco dello stesso imperatore. Andò dal più grande alchimista del mondo che con filtri e liquidi colorati trasformò una rosa bianca in una perfetta rosa blu. Senza perdere tempo, il mercante portò la rosa al palazzo imperiale. La principessa impallidì, ma poi guardando la rosa disse: "Se una farfalla si posasse su questa rosa morirebbe avvelenata". E gettò via la rosa con disgusto.
Il secondo era il generale delle armate imperiali. Domandò al più abile gioielliere del mondo di fargli una rosa blu intagliata in uno zaffiro. Quando la principessa posò i suoi occhi color della notte sulla rosa che brillava vellutata come l'acqua del mare che riflette il cielo, disse: "Papà, non vedi che non è una rosa, ma solo uno zaffiro tagliato in forma di rosa?".
Il terzo pretendente era il figlio del Primo Ministro, un giovane, bello, colto, gentile. Fece lavorare per tre mesi tutti i migliori artisti del paese per creare una rosa blu di finissima porcellana.
"La terrò perché è bellissima", disse la principessa, "ma è solo un soprammobile".
Così anche il terzo pretendente fu rifiutato.
Una bella sera d'estate, la principessa ammirava il tramonto dalla sua finestra, quando sentì qualcuno che cantava. Era un giovane poeta che passava di là per caso. I suoi occhi incontrarono quelli della fanciulla. Rimasero per un po' in silenzio. Poi il giovane poeta disse dolcemente: "Io desidero sposarti".
"Ahimè!", rispose la principessa. "Io sono la figlia dell'imperatore, e ho promesso di sposare solo colui che mi porterà una rosa blu. Finora nessuno c'è riuscito".
"La troverò", disse il poeta.
Il mattino dopo il poeta raccolse una rosa bianca e la portò all'imperatore. Questi la presentò alla figlia ridendo. La principessa prese la rosa e disse senza esitazione: "Oh, finalmente, ecco la rosa blu!"
L'imperatore ci mise un bel po' prima di riaversi dalla sorpresa. I ministri e i cortigiani cominciarono a mormorare: "Ma questa rosa non è blu...".
Ma la principessa replicò: "I vostri occhi non funzionano! Questa rosa è blu, ve l'assicuro. Guardate bene e vedrete che è di un blu meraviglioso!".
Tutta la corte tacque. La principessa sposò il poeta e furono felici per sempre.

Si vede bene solo con il cuore. Dovremmo fidarci di più di lui.
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mercoledì, aprile 25, 2007
"Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno, la brezza fresca d'estate, la neve in inverno.
Se non occupi la tua mente in inutili cose, ogni stagione è per te una buona stagione".


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domenica, marzo 18, 2007
La storia della matita.  
Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.
A un certo punto chiese:”Stai scrivendo una storia su di noi? E’ per caso una storia su di me?”
La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote:”In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.”
Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale.
“Ma è identica a tutte le altre matite che ho visto in vita mia!” disse il bambino.
La nonna rispose:
“Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono cinque qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace con il mondo.
 
Prima qualità: tu puoi fare grande cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. Questa Mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.
Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo, e usare il temperino. Questo fa si che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po’ di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.
Terza qualità: la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.
Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all’interno. Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.
Infine, la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola azione.”
Ci sono alcuni momenti, nella nostra vita, nei quali sarebbe necessario ricordare le cinque qualità della matita…in esse troveremmo la risposta a molti nostri dubbi e quesiti.
 
 
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giovedì, marzo 08, 2007
8 marzo : Una storia al femminile
Un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa
di sua madre e, insieme, si sedettero sul divano a bere tè ghiacciato.
Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli
obblighi dell'età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di
ghiaccio nel bicchiere e lanciò un'occhiata serena e intensa alla figlia:
'Non dimenticare le tue Sorelle!' raccomandò,
facendo turbinare le sue foglie di tè sul fondo di vetro
'Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati di viaggiare con loro ogni tanto: ricordati
di fare delle cose con loro... ricordati che 'Sorelle' significa TUTTE
le donne... le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti
saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno
sempre bisogno.' 'Ma che strano consiglio!' pensò la giovane donna 'Non mi
sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio?
Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio
marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho
bisogno per realizzarmi!'. Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne
contatti con altre donne ed ebbe sempre più 'sorelle' ogni anno che passava. Un
anno dopo l'altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto
bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la
natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna,le
sorelle sono il suo sostegno.Dopo più di cinquanta anni vissuti in
questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato,È TUTTO QUI: Il tempo passa.
La vita avviene. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno
e vengono. L'amore scolorisce o svanisce. Gli uomini non fanno sempre
ciò che speriamo. I cuori a volte si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi
dimenticano i favori. Le carriere finiscono. MA... le Sorelle sono là!
Non importa quanto tempo e quante miglia ci siano fra voi. Un'amica non è
mai così lontana da non poter essere raggiunta. Quando dovrai camminare
per quella valle solitaria - e dovrai camminare da sola - le donne della
tua vita saranno sull'orlo della valle, incoraggiandoti, pregando per te,
intervenendo a tuo favore ed attendendoti con le braccia aperte
all'estremità della valle. A volte, infrangeranno persino le regole e
cammineranno al tuo fianco. O entreranno e ti strapperanno da lì.
Il mondo non sarebbe lo stesso senza donne. Quando abbiamo cominciato questa
avventura non avevamo idea delle gioie o dei dispiaceri incredibili
che avremmo avuto davanti. Né sapevamo quanto avremmo avuto bisogno le une
delle altre. Ogni giorno, ne abbiamo ancora bisogno.
Oggi, nella festa della donna, voglio regalare  questo messaggio a tutte le donne che anche solo una volta mi hanno aiutato a sorridere ed a rendere la mia
vita piena di significato. .............
Grazie…
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sabato, marzo 03, 2007
LA VENDITRICE DI OCCHIALI

di Susanna Garavaglia
                                               
Occhiali, signori, io sono qui per vendere occhiali. Sono belli i miei occhiali, signori.. ne ho di tutte le forme, grandi, piccoli, leggeri pesanti.. sono di tutti i colori i miei occhiali. E non costano nulla, li vendo solo per un po’ di attenzione e la voglia di vedere il mondo in modo diverso.
Dal mattino alla sera, signori, e poi anche la notte io cammino per le strade con i miei occhiali: sono per chi vuole scoprire cosa si vede con gli occhi finalmente aperti e con delle lenti nuove
Li tengo qui, vedete, i miei occhiali, li metto dove capita, nelle mie tasche, appesi ai miei vestiti e nella borsa e sulla mia testa e tra queste mie mani.
Volete un paio di occhiali? Signore,, li vuole provare? Sono speciali, sa,
non sono occhiali qualunque..vede? Provi, li provi un poco e poi mi dirà.
Ecco, così, bravo..e ora mi dica, signore, mi dica quello che vede.
Si..certo, signore..no..non sono sporchi..no, io..non ho incollato nulla
sulle lenti..Guardi, guardi bene..cosa vede, signore?Una sagoma,signore..lei dice di vedere  una sagoma..Si, è vero.provi anche lei, signora..indossi questi occhiali..ecco..che dice? Anche lei vede una sagoma..come se avesse delle ali, dice?
Certo, signori, ci credo che vediate le ali perché io vendo occhiali per vedere gli angeli!  Si, per vedere gli angeli.  Basta indossarli, magari in
un posto pieno di energia, come questo, oppure dove si possa stare un po’ soli con noi stessi..e poi attendere. Qualche volta basta un minuto..in
altri momenti magari si attende anche per ore..L’importante è  non avere fretta..e gli angeli si mostrano perché loro sono qui, ci accompagnano..ma noi spesso non ce ne accorgiamo perchè non li sappiamo vedere
. Come ho incominciato a vendere occhiali per vedere gli angeli, mi chiede, signore? Se vuole glielo racconto ma mi stia ad ascoltare con il cuore, altrimenti poi si perde un passaggio e non capisce più nulla ..sa, la mia è una storia un po’ strana, ma gliela voglio proprio raccontare.
Un giorno ero lì, al mio solito angolo della mia solita strada a vendere due soldi di mangime per i piccioni..e la gente comperava i miei cartocci
colorati.. i bambini facevano a gara a spargere a terra tutto quel cibo e poi correvano incontro ai colombi e ridevano..ridevano..Ho fatto felici
tanti bambini e tanti piccioni.. Ma poi, un giorno, sono arrivati loro. Li ho visti lì, accanto a me, bellissimi. Dovevate vedere che luce! Non sapevo chi fossero ma avevano un’aria familiare: erano in tre.
“Siamo una delegazione di angeli”, mi ha detto quello con la voce tranquilla
che sembrava un vecchio maestro pieno di amore.
“Siamo stanchi di avere poco da fare”, ha aggiunto quello con l’aria più decisa
Il terzo non parlava ed io lo guardavo, aspettandomi che aggiungesse qualcosa
“Lui non parla, ascolta soltanto. Ma sa ascoltare bene lui, lo portiamo sempre con noi perché a lui non sfugge mai nulla”
E mi guardavano con occhi di luce che parevano mare e lago e fiume e montagna. Occhi di nuvole, di luna e di vita. Occhi che non avevo mai visto.
Occhi d’amore
“Abbiamo bisogno di te, dovresti farci da agente”, lo dissero così, come se fossero tre uomini d’affari, con ovvietà. Io, un agente degli angeli ! ”E
cosa posso fare per voi?”, chiesi, e devo confessare che incominciavo a divertirmi. Vendere cibo per i piccioni,  da un po’ di tempo mi stava un po stretto.
E parlarono. I tre angeli mi parlarono intrecciando sguardi a parole ed io ero con loro. E mi accorsi, signori, mi accorsi forse per la prima volta nella mia vita di non essere sola. Era come se avessi avuto d’un tratto un’espansione di coscienza che mi portava ad abbracciare l’universo e poi di nuovo mi ritrovavo centrata in me.
Come se la terra e il cielo in realtà fossero tutt’uno e si incontrassero in me.  Nel mio respiro, forse, Nei loro sguardi, certo, negli sguardi degli
angeli.
“Ognuno ha il diritto di aprire gli occhi e di vedere” mi disse il primo
“Tu puoi aiutarli a trovare le lenti giuste”, aggiunse il secondo
Il terzo sorrise.
Ma perché avete bisogno di aiuto, non c’è forse Dio con voi? ,chiesi e mi accorsi di avere fatto una domanda stupida, piccola, tremendamente umana. Ma loro prontamente mi risposero “ Siamo stanchi di non avere niente da fare.
Gli uomini ancora non lo sanno che noi siamo qui per loro ma che per ricevere il nostro aiuto devono soltanto chiederlo. Chiedere, solo questo,
nulla di più. Non abbiamo bisogno di eroi o di martiri, ma soltanto di persone che sappiano di avere diritto a questo servizio. Ma forse pochi
sanno che noi siamo qui per loro. Forse proprio perché non ci vedono”

“Non ci vedono perché si guardano intorno con le lenti sbagliate e non si accorgono di quello che hanno davanti al naso. E vanno avanti indietro,
indietro avanti, talvolta senza fare nulla, e poi si sentono in colpa e allora aggrediscono gli altri per non sentire il loro stesso dolore e si ubriacano di tutto , pur di non starsi ad ascoltare ..hanno paura di trovare il vuoto..e diventano dipendenti da altri uomini, da ideologie, da droghe di
ogni tipo..e poi si sentono soli perché non sanno quanto è bello stare con se stessi quando ci si vuole bene..e  si cacciano nei guai..mettono bombe, si infilano sotto alle macerie, fanno imprese suicide, uccidono, spargono
terrore, o si rannicchiano in un angolo perché hanno paura della vita, del
loro stesso corpo, del loro respiro, del loro cuore che batte..oppure indossano una maschera per fare bella figura o per avere il consenso degli
altri, per essere amati, per non perdere il potere….siete strani vuoi uomini..ma noi siamo qui per voi e in quei  momenti di dolore paura
solitudine emergenza non dovete fare altro che chiamarci e noi saremo lì perché già siamo qui se soltanto apriste gli occhi”

Così mi dissero i tre angeli ed io mi chiesi perché mai avessero scelto proprio me..sono solo una povera inutile venditrice di cibo per piccioni..e
mentre me lo chiedevo li vidi sorridere. E in quel sorriso ogni mio dubbio si dissolse e mi dissi che non era necessario chiedersi il perché ..che in
fondo non ci sono perché, quando si decide di aprire gli occhi. I perché qualche volta ci trascinano lontano, ci fanno viaggiare nella mente ma non sempre ci permettono di portare con noi anche il cuore.
E in quel sorriso io mi riconobbi e tutto d’un tratto mi apparve chiaro,come se mi fossi di colpo risvegliata.
Noi uomini siamo creature bellissime ma troppo spesso ce lo dimentichiamo e gli angeli sono qui per risvegliare nella nostra mente e nel nostro cuore il ricordo di quella luce da cui siamo venuti e a cui torneremo. Ci fanno da
specchio e sono lì proprio per mostrarci tutta lo splendore del nostro ritorno a casa.
Così pensavo, mentre gli angeli mi sorridevano e poi d’un tratto mi accorsi che se n’erano andati. Forse erano volati via nel cielo, oppure si erano
mescolati tra gli uomini, o forse si erano fatti piccoli piccoli per stare dentro al mio cuore..non so..Ma quando indosso questi occhiali loro sono lì, davanti a me e mi sorridono. Se vedete un bimbo guardare l’aria e sorridere o ridere, non stupitevi, sta solo  guardando un Angelo. Ma se indossate questi occhiali, signori, anche voi sarete come quel bambino. Che non si dimentica di chiedere aiuto al suo angelo quando ne ha bisogno …
Ecco, signori, ecco perché io sono qui a vendervi occhiali per vedere gli angeli. Così potete farlo anche voi. Volete provarli? Non costano
nulla..occhiali..signori..io vendo occhiali per vedere gli angeli..
 
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martedì, febbraio 13, 2007
L'anima gemella ti chiama!
Questa persona che ci somiglia e che sappiamo essere esattamente come desideriamo, esiste realmente
Una delle missioni più importanti che ci è affidata è di incontrare questa nostra metà che ci appartiene e a cui noi apparteniamo, poiché l'anima gemella è uno dei fattori che maggiormente aiuta gli esseri dell'universo per la loro evoluzione.
L'esistenza di un'energia complementare è una realtà che non deve essere considerata come il frutto di racconti di fate o di letterature femminile,perché non è così.
Quanti di noi non hanno avvertito una sensazione di vuoto o la necessità di trovare "qualcosa"? E'una nostalgia che prova la nostra anima che ci segnala che abbiamo bisogno di unirci a quest'altra metà per poter utilizzare tutta la forza che abbiamo sempre avuto al nostro interno sin dalla nostra creazione.
E'importante comunque avere la consapevolezza che in qualche parte del pianeta o dell'universo esista quest'essere che ci farà vibrare, che ci sta aspettando, e che ci ama per quello che siamo e, come noi, ha bisogno della nostra presenza.
Dobbiamo custodire questa certezza all'interno del nostro cuore: siamo due esseri che prima erano uno solo e dovremo anelare questa riunione per poter raggiungere la felicità di cui tutti dobbiamo godere.
Per questa ragione, i Maestri di Saggezza enfatizzano sempre che è molto importante che sappiamo questo, poiché nello stesso momento in cui riusciremo a raggiungere questo nostro complemento avremo la forza necessaria per lottare contro tutto ciò che dobbiamo eliminare dalla nostra vita e poterci così convertire in esseri che cercano solo la felicità e l'amore.
Se dal principio dell'umanità avessimo cercato questa persona per poter celebrare solo unioni con l'essere adeguato, questo mondo sarebbe completamente differente perché i figli di queste coppie sarebbero esseri estremamente equilibrati, con un livello molto di evoluzione.
Questo poiché quando si nasce da coppie che non sono adeguate, i figli nascono già con molti disturbi emozionali, che generalmente sono dovuti al fatto che i loro genitori non condividono la stessa energia e quindi essi non potranno assimilarla nei loro corpi.
Dalla creazione
I Maestri lo spiegano così: quando siamo stati creati come esseri eravamo una sola energia pura che si è generata al suo interno, nella parte più profonda e pura del suo centro, il suo cuore, una nuova energia. Però per crearla ha dovuto dividere il suo cuore e convertirsi in due esseri con due differenti personalità.
E' per questo che si tratta di una stessa energia che per una necessità d'amore, di avere un’altra parte simile che le desse tutta la protezione che come anime necessitiamo, decise di dividersi in due.
Poi, ognuno dei due esseri si allontanò per differenti cammini di evoluzione, fino a che arrivato il momento dovranno rincontrarsi.
La minaccia degli ostacoli
Recuperare la nostra altra parte non è una cosa difficile, però potrebbe complicarsi perché esistono diversi fattori che potrebbero impedire questo momento magico.
Una delle cose più pericolose è sicuramente contrarre una relazione con persone che non sono affini a noi e che non ci corrispondono in quanto non sono la nostra anima gemella.
In molti avvertiamo la necessità di avere qualcuno che ci voglia bene e per questo motivo desideriamo formare una coppia, e poi un'altra, ed un'altra ancora cercando di trovare in una di queste ciò che ci chiede la nostra anima.
In questo modo però l'unica cosa che otteniamo è che quelle energie "estranee" si attacchino al nostro corpo come qualcosa di contaminante.
Queste cariche possono creare cappe o barriere contrarie all'energia dell'anima gemella, oltre ad impedire che si instauri quella comunicazione di cuore e spirito con chi realmente ci corrisponde.
In questo senso, dovremo anche essere molto attenti se desideriamo avere delle relazioni sessuali con chi non è la nostra anima gemella, poichè questo rappresenta una barriera notevole per farci incontrare la nostra altra metà.
La ragione è che l'energia che si genera in una relazione sessuale è poderosa e si attacca a tutto il nostro corpo, questo fa si che la nostra anima gemella non può assimilarla e se giunge a passare al nostro lato non potremmo nemmeno identificarla per il cumulo di energie di altre persone che già avremo.
Se non si può essere celibi, se è importante parlare con se stessi e capire cosa realmente si desidera nella vita, se realmente si desidera avere al nostro fianco chi ci darà la felicità, ciò che dovremmo fare è rifiutare tutto ciò che possa impedire che questo avvenga.
E ’giusto chiarire che questo non vuol dire che non dobbiamo avere fidanzati o fidanzate, ma solo che dobbiamo essere più prudenti e cercare di non avere un numero eccessivo di relazioni che potrebbero bloccarci.
Per questo motivo potrebbe essere difficile incontrare il vero amore, perché ci sono molte strumentazioni mentali che potrebbero influire in maniera negativa affinché quest’obbiettivo non venga raggiunto.
Da qui l’importanza di insegnare ai nostri figli che esiste qualcuno che realmente li amerà, che li comprenderà pienamente ed in questo modo creare in loro questa coscienza di chiamare l’anima gemella affinché crescendo non trovino che sia così complicato comportarsi in maniera diversa dagli altri.
 
I metodi per chiamarla
Uno dei modi affinché questa persona arrivi nella nostra vita è di invocarla attraverso un’orazione simile a questa:
“Chiunque sia la mia anima gemella io la amo, la rispetto, la desidero e la aspetto e che sappia che anche io la sto aspettando”.
Inoltre si possono utilizzare altri metodi come:
Con la forza del cuore, che è l’amore
Il metodo più semplice per chiamarla è attraverso il cuore durante la notte, che è il momento in cui le energie sono più tranquille.
In questo momento dovremo cercare di rilassarci, con indumenti comodi e sistemarci in un posto della casa dove più ci sentiamo a nostro agio.
Ci possiamo sedere o sdraiarci ed incominciare a parlare con Dio o con qualsiasi cosa nell’universo con cui avvertiamo affinità, evocando questa energia attrarremo immagini di cose che ci relazioneranno all’essere che staremo chiamando.
Inizialmente non sarà molto facile, poiché in questo tipo di esercizio ci sono sempre molte interferenze, però bisogna impegnarsi a fondo.
Si possono evocare tutte quelle immagini che ci diano amore, e attraverso le quali attiveremo questo sentimento al nostro interno.
Dopo di che chiederemo a quest’amore di arrivare fino all’essere che condivide la nostra medesima essenza.
In questo momento ci troviamo in pace, cercando di non pensare, e lasciando che fluiscano tutte le immagini che ci giungono.
Quindi parleremo con il nostro essere interiore per dirgli che vogliamo che quest’energia scorra dove gli compete.
Durante questo tempo questa energia giungerà dove deve stare ed in questo modo si attiverà l’energia d’amore dell’altra persona che a sua volta qualsiasi cosa farà, lascerà che la sua energia fuoriesca e che si unisca con la tua.
Il nostro essere interno, che è già attivato, già è impegnato affinché ci comunichino e ci diciamo ciò che desideriamo, anche quando in maniera cosciente non riusciamo a percepire niente.
I due spiriti staranno già programmando un incontro fisico.
 
Attraverso il corpo astrale
Affinché tutto questo sia possibile bisogna possedere una certa coscienza per poter viaggiare a volontà con il corpo astrale, però anche quando non è così, prima di addormentarci possiamo chiedere al nostro essere interiore, all’angelo custode, alla nostra guida o Maestro, che portino il nostro corpo li dove si trova l’essere che ci appartiene.
E’ come se dessimo il permesso affinché gli Angeli ci trasportino in maniera astrale fino a dove dovremo stare, che sarà un luogo intermedio per noi e per la nostra metà.
Chiamando la nostra anima gemella, anche il suo corpo astrale si sposta ed i due inizieranno a comunicare tra di loro.
L’unico inconveniente è che se l’anima gemella vive in un altro luogo dove sarà giorno, il suo corpo astrale si troverà ancora all’interno del suo corpo fisico.
Il vantaggio di questo metodo è che se possediamo cosciena potremo vedere alcune delle caratteristiche fisiche della nostra anima gemella, perché il nostro corpo astrale è in grado di captarle.
Altre forme di farlo sono:
Attraverso i cristalli: Sono i migliori amici per poter raggiungere questo scopo, poiché è possibile programmarli affinché attraggano con la loro energia il nostro complemento. Dovremo solo verificare che si tratti di un cristallo di quarzo, che non sia pulito e che nessuno altro lo tocchi una volta che lo avremo lavato e programmato.
Il pensiero: Chiamarlo coscientemente, parlargli, confidargli ciò che sentiamo nel giorno in maniera tale da creare un vincolo.
Il comportamento: Vedere che tipo di persone frequenteremo mentre arriverà la nostra anima gemella.
Il fuoco: Ponendo diverse candele e chiedendo all’elemento fuoco di nutrire il nostro corpo affinchè abbia più forza per poterlo chiamare.
*
Con l’aiuto degli angeli
E’importante sapere che possiamo consolarci che almeno una volta nella vita ci incontreremo con questa persona.
E anche se non siamo preparati per poterla identificare, il nostro angelo, guida e Maestro, e quelli della tua anima gemella, faranno si che quest’incontro sia possibile.
Questo potrà verificarsi anche se le due persone vivono in luoghi diversi, poiché essi faranno si che in un certo momento le due anime gemelle siano vicine l’una all’altra.
Ciò che desiderano gli Angeli è che si raggiunga quest’incontro e ci daranno dei consigli su cosa fare e persino ci diranno quando il nostro vero amore si troverà visino a noi; per questo motivo è importante mantenere questa comunicazione per poter ascoltare i loro consigli.
E’importante analizzare queste riflessioni, e cosa pensiamo rispetto a ciò che abbiamo letto e che ciascuno di noi cerchi di scoprire se quanto detto può realmente aiutarci ad essere migliori e ad essere più felici.
Se sentiamo che questo è possibile, allora dovremo fare ciò che ci indicherà il cuore, perché si tratterà di qualcosa estremamente importante per la nostra vita.
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lunedì, febbraio 12, 2007
Gli angeli sono la catena di congiunzione
tra l'Amore del Cielo e la nostra umana esistenza.
Il loro rispetto per le nostre convinzioni
e per il nostro libero arbitrio è profondo
e molto difficilmente si manifestano a qualcuno
in maniera palese.
 
Ma fanno di tutto per richiamare silenziosamente la nostra attenzione e lo fanno attraverso tante piccole cose
che ogni giorno viviamo.
 
Lo fanno attraverso un film, un articolo di giornale,
un dipinto, un libro e se ci farete caso
sempre in momenti in cui ci sentiamo deboli, dubbiosi,
indifesi, quando passiamo momenti difficili,
come a dire "ehi, fermati, ascoltami, ci sono, sono accanto a te, compagno fedele e silenzioso
e non aspetto altro che essere scoperto da te
per portarti la pace e la dolcezza
di chi mi ha affidato il compito di starti accanto.
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venerdì, febbraio 09, 2007
Compagni di volo
Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un'ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un'ala soltanto,
l'altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano
all'ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l'avventura della libertà,
vivere è stendere l'ala, l'unica ala,
con la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore,
tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi,
non farmi più passare indifferente
vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso
di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi,
o Signore,
un'ala di riserva.
Don Tonino Bello
 
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sabato, febbraio 03, 2007
AL MIO  RE:
Ancora una volta ho abbracciato il vento
e passeggiato insieme a te
sulle rive della mia vita...
Ancora una volta ho guardato una nuvola
baciare il cielo e addormentarsi per sempre
nel sorriso del mare...
Ancora una volta ho chiuso gli occhi
nel silenzio di una carezza...
Ancora una volta un'illusione mi ha accarezzato
un parte del cuore...
Ancora una volta quel cuore raccoglie le forze
per desiderarti fino all'ultimo battito...
Ancora una volta ho teso la mano ad un volto
sempre sognato e mai baciato...
Ancora una volta, ancora una notte,
ancora un respiro al cospetto del mio cielo
stellato e dolce...e poi...
poi un tuffo in un nuovo volo...
Ancora una volta una nuova emozione,
una nuova lacrima, una nuova speranza...
Per non arrendersi, per non fermarsi...
Ancora una volta, per continuare a vivere
il mio sogno...il mio desiderio...
Ancora una volta...TE!!!
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domenica, gennaio 28, 2007

Un grande re aveva tre figli, e voleva sceglierne uno come erede. Era in difficoltà perché tutti e tre erano molto intelligenti, molto coraggiosi. Ed erano gemelli. Avevano la stessa età, per cui era impossibile scegliere. Per cui, il re decise di chiedere consiglio a un saggio, e il saggio gli suggerì un'idea.
Il re tornò a casa e chiamò i tre figli. Diede a ognuno di loro un sacchetto di semi di fiori, e disse che sarebbe partito per un pellegrinaggio: "Starò via qualche anno - uno, due, tre anni, forse di più. E per voi questa è una prova... quando tornerò mi dovrete ridare questi semi. E chi li proteggerà meglio, sarà il mio erede." Poi partì per il suo pellegrinaggio.
Il primo figlio pensò: "Cosa dovrei fare con questi semi?" Li chiuse in uno scrigno di ferro così, quando suo padre fosse tornato, li avrebbe restituiti così com'erano.
Il secondo figlio pensò: "Se li rinchiudo come ha fatto mio fratello, moriranno. E un seme morto non è affatto un seme." Per cui andò al mercato, vendette i semi e conservò il denaro. Pensò: "Quando mio padre tornerà, andrò al mercato, comprerò dei semi nuovi e gliene ridarò di migliori..." Il terzo andò in un giardino e li seminò.
Dopo tre anni, quando tornò il re, il primo figlio aprì lo scrigno. I semi erano tutti morti, puzzavano. Il padre disse: "Cosa? Questi sono forse i semi che ti ho dato? Avevano la possibilità di fiorire e donare fragranza alla vita - e questi semi puzzano! Questi non sono i miei semi." Il figlio insistette nel dire che erano gli stessi semi, e il padre concluse: "Sei un materialista."
Il secondo figlio si precipitò al mercato, comprò dei semi, tornò a casa e li diede a suo padre. Il re disse: "Ma questi non sono gli stessi semi. La tua idea è migliore di quella di tuo fratello, ma non sei ancora abile come io vorrei che tu fossi. Sei uno psicologo."
Quando andò dal terzo - con molta speranza e trepidazione: "Che cosa avrà fatto?" si chiedeva - il figlio lo condusse in giardino dove c'erano milioni di piante fiorite, e milioni di fiori! Il figlio disse: "Questi sono i semi che mi hai dato. Appena le piante saranno adulte, li raccoglierò e te li restituirò."
Il re disse: "Tu sei il mio erede. Ecco cosa bisogna fare con i semi!"

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giovedì, gennaio 18, 2007
Canzone dell'uomo infedele

Il mio uomo è uguale al Signore
Il mio uomo è uguale agli Dei
Se lui mi tocca
Io mi sento una donna 
Io mi sento l'acqua che scorre
Nei lecci della vita.
Il mio uomo è un puro sangue che corre
Mentre io cavallerizza da nulla
Sto immobile a terra
Il mio uomo è una chitarra felice
E io sono la sua canzone
Ma lui non mi canta mai
Perché?
Aspetto che la chitarra si rompa
Per vivere…
Il mio uomo è un uomo crudele
Il mio uomo è la mia preghiera
E' uguale a Rilke e a Garcìa
E' uguale a Savonarola
Ma il mio uomo tocca altri inguini ed altri capelli
E' generoso con le fanciulle dorate
E lascia me povera
Di vecchiezza e di vita a morire per lui.
Il mio uomo se si denuda
Ha il petto villoso come le aquile
Ma un rostro che ferisce a fondo
E punisce i pentimenti d'amore
Allora io gli mostro le mie carni ferite
E maledico la sorte,
ma se il mio uomo sorride
io torno a fiorire e divento una bianca luna
che si specchia nel mare. 

Alda Merini
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mercoledì, gennaio 17, 2007
 
... ci sono giorni nella vita in cui non succede niente,
giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia,
quasi non fossero vissuti.
 
A pensarci bene, i più sono giorni così,
e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato,
capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi.

Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato
ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente.
Ma non c'è più.

(Tiziano Terzani
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domenica, gennaio 14, 2007
Quando verrà il tempo, nel quale per noi, sarà più facile vedere tutte le persone con la tenerezza che meritano, sarà perché avremo finalmente compreso che in fondo sono solo bambini smarriti in cerca di quell'  amore che forse non hanno mai ricevuto. Solo in quel momento e solo allora, noi potremo dire di essere sulla via della guarigione... ( R.Pirovano)
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sabato, gennaio 13, 2007
Devo aver subito un incantesimo.. sono passati giorni, tanti... e sono diventati settimane e poi mesi... e io dov'ero??? ero nella nebbia che avvolgeva la mia mente e la mia anima .. ero nascosta dietro ai miei NO che ripetevo sempre  a chi mi diceva di tornare a sorridere ...ero chiusa in me stessa e non vedevo il sole che continuava a cercarmi...non c'era piu' magia nella mia vita .. non c'erano piu' storie da raccontare ..Ma ora ho voglia di VITA..
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domenica, ottobre 22, 2006

(Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi)
Una vecchietta serena, sul letto d'ospedale, parlava con il parroco che era venuto a visitarla.
"Il Signore mi ha donato una vita bellissima. Sono pronta a partire".
"Lo so" mormorò il parroco.
"C'è una cosa che desidero. Quando mi seppelliranno voglio avere un cucchiaino in mano".
"Un cucchiaino?". Il buon parroco si mostrò autenticamente sorpreso. "Perché vuoi essere sepolta con un cucchiaino in mano?".
"Mi è sempre piaciuto partecipare ai pranzi e alla cene delle feste in parrocchia. Quando arrivavo al mio posto guardavo subito se c'era il cucchiaino vicino al piatto. Sa che cosa voleva dire? Che alla fine sarebbero arrivati il dolce o il gelato".
"E allora?".
"Significava che il meglio arrivava alla fine! E proprio questo che voglio dire al mio funerale. Quando passeranno vicino alla mia bara si chiederanno: Perché quel cucchiaino? Voglio che lei risponda che io ho il cucchiaino perché sta arrivando il meglio".

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mercoledì, ottobre 18, 2006
Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno.
 Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.
 Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra
-Pedro Salinas
 
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domenica, ottobre 15, 2006
Senza preavviso, un giorno scopriamo che il mondo spirituale non desta lo stesso entusiasmo di prima. Continuiamo a pregare e a prender parte ai culti, ma non riusciamo a ingannarci; il cuore non risponde, e le parole sembrano non avere più senso.

Se è questo ciò che ti sta accadendo, c'è solo un cammino possibile: persevera. Recita le tue preghiere per obbligo, o per paura, o per qualsiasi altro motivo, ma continua a farlo. L'angelo che ha il compito di raccogliere le tue parole - ed è responsabile anche della gioia della fede - sta facendo una passeggiata. Ma tornerà subito e ti potrà trovare solo se udrà una preghiera o una richiesta dalle tue labbra.

Insisti, anche se tutto sembra inutile. Fra poco l'angelo tornerà, e il semplice rumore delle sue ali farà in modo che tutto torni a essere com'era.
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domenica, settembre 24, 2006

I giorni perduti

Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa sul camion.Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città fermandosi sul ciglio di un vallone.Kazirra scese dall'auto ed andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e , fatti pochi passi, la scaraventò nel vallone, che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.Si avvicinò all'uomo e gli chiese: "Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c'era dentro? E cosa sono tutte queste casse?"Quello lo guardò e sorrise: "Ne ho ancora sul camion da buttare. Sono i giorni."

"Che giorni?"

"I tuoi giorni."

"I miei giorni?"

"I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?" Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C'era dentro una strada d'autunno , e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se ne andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C'era una camera d'ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk, il fedele mastino, che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa quì alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere. "Signore!" gridò Kazirra, mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole. Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell'aria, e all'istante scomparve anche il gigantesco cumulo di casse misteriose.

E l'ombra della notte scendeva.

 

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martedì, settembre 12, 2006
Un guerriero della luce sa che alcuni momenti si ripetono.
Spesso si ritrova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato. Allora si sente depresso, e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacchè i momenti difficili si sono presentati.
'Questo l'ho già passato,' si lamenta con il suo cuore.
'E' vero, l'hai vissuto,' risponde il cuore. 'Ma non l'hai mai superato.'
Il guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un'unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere.
"
da Manuale del Guerriero della Luce - Paulo Coelho
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lunedì, settembre 11, 2006
L'alfabeto di tutti gli amanti comincia così
Con parole che invano cercavi lontano da qui
E gli uccelli che scendono a bere dall'immensità
Hanno il volo fuggente e leggero della tua intimità
Questo è il tempo di vivere te
Fino all'ultima parte di me
E non chiedermi dove e perché
Devi solo fidarti di me
Oltre l'oro e l'avena dei campi nel cielo su noi
L'assemblea delle stelle ci ascolta toccarle vorrei
E l'errore più grande a cui l'uomo può credere mai
É cercare lontano le cose che ha dentro di lui
Questo è il tempo di vivere te
Fino all'ultima parte di me
Perché il mondo ha deluso anche te
Ora devi fidarti di me
...E l'errore più grande a cui l'uomo può credere mai
È cercare lontano le cose che ha dentro di lui
Questo è il tempo di vivere te
Fino all'ultima parte di me
E non chiedermi dove e perché
Devi solo fidarti di me
...Fino all'ultima parte di me.
(M. Zarrillo  - L'alfabeto degli amanti.)
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domenica, agosto 27, 2006
Ho bisogno di un po' di carta colorata, parole calde e un piccolo contenitore magico dove far maturare i sentimenti negativi e trasformarli in stelle...per continuare a vivere.
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sabato, giugno 10, 2006
Le persone vengono nel